Roma, 12 giugno 2026 (Agenbio) – L’obesità rallenta nei Paesi ad alto reddito, ma continua ad aumentare rapidamente in molte aree del mondo a basso e medio reddito. È il quadro emerso da un ampio studio pubblicato su Nature, che ha analizzato 45 anni di dati raccolti su oltre 232 milioni di persone in circa 200 territori. Secondo i ricercatori, in Europa occidentale, Nord America, Australia, Giappone e Taiwan i tassi di obesità tendono oggi a stabilizzarsi e, in alcuni casi, a diminuire. In Italia il calo riguarderebbe soprattutto bambini e adolescenti. Un risultato attribuito a una maggiore consapevolezza dei rischi legati all’eccesso di peso, alla diffusione di abitudini alimentari più sane e, in alcuni Paesi, anche a misure come la tassazione sulle bevande zuccherate. La situazione appare invece opposta in molte regioni dell’Africa subsahariana, dell’Asia meridionale, dell’America Latina e delle isole del Pacifico, dove l’obesità continua a crescere rapidamente. A incidere sarebbero soprattutto i cambiamenti nello stile di vita: lavori sempre più sedentari, riduzione dell’attività fisica quotidiana, maggiore disponibilità di alimenti ultraprocessati e aumento del consumo di fast food. Lo studio sottolinea come l’obesità non rappresenti più soltanto un problema dei Paesi ricchi, ma una sfida sanitaria globale con caratteristiche molto diverse da area ad area. Per questo, spiegano gli autori, le strategie di prevenzione non possono essere uguali ovunque, ma devono adattarsi alle specifiche condizioni economiche, sociali e alimentari dei singoli Paesi. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00



