Roma, 7 luglio 2026 (Agenbio) – Il DNA ambientale può offrire una fotografia comparabile della biodiversità dei pesci su scala globale. Uno studio internazionale pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha riunito campioni d’acqua raccolti in 1.818 siti appartenenti a 113 sistemi fluviali di cinque continenti. Analizzando le tracce genetiche rilasciate dagli organismi, i ricercatori hanno stimato ricchezza di specie, diversità filogenetica e genetica e ridondanza funzionale, collegandole alle caratteristiche dei bacini.
Nei climi più caldi la biodiversità cresceva maggiormente con l’estensione del bacino, mentre le attività umane indebolivano questa relazione, soprattutto nei sistemi fluviali più grandi. Il lavoro mostra che l’eDNA può rendere il monitoraggio più rapido e armonizzato, ma non sostituisce completamente i rilievi tradizionali: la capacità di riconoscere le specie dipende dalla qualità delle banche dati genetiche e la presenza di DNA non indica sempre abbondanza o stato delle popolazioni. (Agenbio) Claudio De Rosa 10:00




