Roma, 7 luglio 2026 (Agenbio) – La distribuzione di polveri di rocce silicate sui terreni agricoli potrebbe essere più utile come pratica per migliorare il suolo che come tecnologia autonoma per rimuovere anidride carbonica. È la tesi di un contributo pubblicato su PNAS dal gruppo GeoRewind dell’Università di Guelph. La tecnica, nota come alterazione accelerata delle rocce, favorisce reazioni naturali che consumano CO₂ e può apportare minerali, correggere l’acidità e sostenere la fertilità. Gli autori propongono un modello guidato dagli agricoltori, con incentivi pubblici e possibile sostituzione della calce agricola con polveri silicate alcaline. Il testo sottolinea i costi e le incertezze della misurazione del carbonio rimosso e invita a considerare il sequestro climatico come beneficio aggiuntivo. Restano da valutare, caso per caso, composizione delle rocce, metalli in traccia, trasporto, macinazione ed effetti a lungo termine. (Agenbio) Claudio De Rosa 11:00




