Roma, 24 aprile 2026 (Agenbio) – Un team di ricerca del Cnr-Ieomi ha scoperto che una proteina chiamata Shp1, normalmente associata a un’azione di contrasto al cancro, è in grado di bloccare la catena di segnali avviata dall’interleuchina 8 (IL-8), agendo come una sorta di “interruttore” molecolare. L’interleuchina 8 è una proteina prodotta nell’ambiente che circonda il tumore e lo rende più aggressivo, favorendo la capacità delle cellule cancerose di invadere i tessuti e formare metastasi. Lo studio dimostra che questo meccanismo funziona anche in senso inverso: l’interleuchina 8 può a sua volta disattivare Shp1 mediante una modificazione chimica, innescando una serie di eventi che portano alla distruzione del recettore attraverso cui il segnale viene trasmesso. Il tumore è, quindi, in grado di regolare da solo la propria aggressività attraverso un meccanismo finora completamente sconosciuto. Lo studio ha anche rilevato che questo meccanismo è attivo in modo selettivo in due sottotipi di tumore al seno tra i più difficili da trattare: i tumori luminali e i cosiddetti ‘triplo negativi’. In quest’ultimo caso, bassi livelli di Shp1 si associano a un’elevata produzione di interleuchina 8 e a una prognosi più sfavorevole, suggerendo che questa via molecolare potrebbe diventare sia un marcatore per valutare la gravità della malattia sia un bersaglio per nuove terapie mirate. Lo studio è stato pubblicato su Cell Death & Disease. (Agenbio) Etr 9:00




