Glioma, sistema 3D per studiarne i meccanismi e valutare possibili farmaci

Roma, 24 aprile 2026 (Agenbio) – Un team di ricercatori dell’Università di Trento, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell’Università La Sapienza di Roma ha messo a punto un sistema sperimentale in tre dimensioni per studiare la risposta ai farmaci nel glioma di basso grado. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Molecular Cancer, ha sviluppato organoidi a partire da cellule pluripotenti, inducendole a sviluppare il tumore per poterne osservare la biologia e i meccanismi e valutare possibili farmaci. «Nello studio – spiega Luca Tiberi, professore del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell’Università di Trento – andiamo a creare un sistema in cui analizzare i tumori di basso grado. La strada intrapresa è a base di organoidi che produciamo in laboratorio a partire dalle cellule pluripotenti. Una volta realizzati gli organoidi di cervello, li facciamo ammalare di glioma. In tali organoidi è possibile riprodurre alcune caratteristiche dello sviluppo sia del cervello umano in condizioni normali, sia del glioma, ricapitolando le diverse fasi salienti. Tuttavia, gli organoidi presentano ancora limiti notevoli, tra cui l’assenza del sistema immunitario, della vascolarizzazione, del metabolismo, anche per il fatto che i mini cervelli non sono collegati a un organismo completo. I vasi sanguigni, in particolare, sono essenziali non solo per il trasporto di nutrienti e ossigeno, ma anche per stabilire metabolismo e interazioni cellulari determinanti per lo sviluppo del tumore. Nel complesso queste lacune ci impediscono di studiare i diversi contributi all’insorgenza e alla crescita del tumore, nonché la risposta del tumore agli stimoli esterni. Senza tutte le componenti, gli organoidi forniscono soltanto una rappresentazione parziale della biologia del glioma e dei suoi meccanismi». «La possibilità di integrare profili molecolari, come la metilazione del DNA e l’espressione genica, nello studio della risposta ai farmaci rende questi sistemi particolarmente rilevanti per la ricerca preclinica. Ci consentono infatti – dichiara Evelina Miele, dell’unità di Oncoematologia, trapianto emopoietico, terapie cellulari e trial del Bambino Gesù – di valutare in modo più preciso l’efficacia dei trattamenti prima del loro utilizzo sperimentale negli studi con i pazienti. Si tratta di uno strumento che può migliorare la selezione delle strategie terapeutiche e contribuire allo sviluppo di approcci più mirati, soprattutto in tumori come i gliomi pediatrici di basso grado, per i quali i sistemi sperimentali finora disponibili erano limitati». (Agenbio) Etr 11:00