Un appello appassionato alla competenza, alla responsabilità e all’orgoglio professionale. La relazione del presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, Vincenzo D’Anna, al corso dal titolo “Nutrizione Clinica in Oncologia e Pediatria – Evidenze, Esperienza e Casi Reali” che si tiene oggi a Milano, traccia una rotta chiara per il futuro della professione, delineando un “nuovo ordine del terzo millennio” fondato su regole certe,
meritocrazia e una forte identità.
Certezza Giuridica e Competenze Definite
Uno dei pilastri della riforma è la creazione di un segmento dell’albo dedicato esclusivamente ai biologi nutrizionisti, con un elenco chiaro delle competenze specifiche. L’obiettivo è superare l’incertezza e le pratiche basate sull’emulazione.
“Voi vi muoverete all’interno di una certezza giuridica oltre che qualificata professionalmente e potrete svolgere l’attività non più da orecchianti”.
Viene inoltre prevista la possibilità di regolamentare l’uso di apparecchiature elettromedicali, come bioimpedenziometri ed ecografi, per scopi non diagnostici ma funzionali all’attività del biologo.
“Faremo in modo che voi possiate usare le apparecchiature elettromedicali perché no utilizzare l’ecografo per la determinazione di determinati parametri ovviamente non ai fini diagnostici”.
Meritocrazia e Accesso alla Professione
Per garantire un alto livello di preparazione, l’accesso all’esame di Stato sarà vincolato al possesso di un numero minimo di CFU specifici, ottenuti durante il percorso di laurea. Questa misura mira a contrastare l’accesso alla professione da parte di figure con percorsi formativi non congruenti.
“Chi non ha i cfu (crediti formativi universitari) necessari, ovvero non ha sostenuto determinate tipologie di esami non accederà”.
“Abbiamo anche introdotto il criterio della competenza”.
Un Appello alla Partecipazione: il Dovere del Voto
D’Anna ha affrontato direttamente la situazione dell’Ordine della Lombardia, commissariato per gravi irregolarità, esortando gli iscritti a partecipare in modo informato alle imminenti elezioni. Un monito a non delegare e a essere protagonisti del proprio futuro.
“Votate chi volete, ma votate con cognizione di causa”.
Orgoglio Biologo: un’identità da difendere
Il presidente ha concluso con un forte richiamo all’identità professionale, invitando i biologi a non essere “i fratelli scemi dei medici”, ma a valorizzare la propria specificità, specialmente in un futuro dominato da medicina di precisione e terapie geniche. L’Ordine si pone come uno scudo a difesa della categoria.
“L’ordine per voi è un carabiniere che incontrate in una strada buia di notte è lì per proteggervi e per tutelarvi. Siate orgogliosi di essere biologi e andiamo avanti tutti insieme così”.
La visione è chiara: la crescita della categoria passa attraverso la crescita del singolo professionista, la sua preparazione e la sua partecipazione attiva alla vita dell’Ordine. Un futuro di opportunità attende chi saprà coglierlo con competenza e orgoglio.




