Roma, 3 marzo 2026 (Agenbio) – Le intossicazioni alimentari non sono una novità, ma oggi a preoccupare è un aspetto in più: molti batteri stanno imparando a difendersi dagli antibiotici. In Europa l’attenzione è alta soprattutto su Salmonella e Campylobacter, tra i principali responsabili delle infezioni legate al cibo. L’ultimo rapporto congiunto di Efsa ed Ecdc parla chiaro: le armi a disposizione dei medici si stanno riducendo. Sempre più spesso questi batteri, trovati sia nelle persone sia negli animali destinati alla produzione alimentare, non rispondono alla ciprofloxacina, un antibiotico finora fondamentale nei casi più seri. Per il Campylobacter, in particolare, la resistenza è così diffusa che il farmaco non viene più consigliato per la terapia nell’uomo, mentre negli allevamenti il suo impiego è stato ridimensionato. Non è tutto. Restano elevati anche i livelli di resistenza ad ampicillina, tetracicline e sulfonamidi. Inoltre, si segnalano casi di Escherichia coli capaci di resistere perfino ai carbapenemi, considerati antibiotici di ultima scelta, individuati in animali e carni. Qualche segnale incoraggiante c’è, con una diminuzione della resistenza ad alcuni antimicrobici in diversi Paesi. Tuttavia, il quadro generale resta delicato e impone maggiore attenzione, controlli più efficaci e un uso davvero responsabile degli antibiotici. (Agenbio) Des 10:00




