La caffeina riduce le onde lente del sonno: la durata rimane invariata, ma la sua qualità ristorativa si riduce

Roma, 23 ottobre 2026 (Agenbio) – Credere di dormire bene perché si dorme abbastanza a lungo è uno degli equivoci più diffusi sulla salute del sonno. Una revisione sistematica di 32 studi pubblicata su Nutrients lo documenta: la caffeina non accorcia il sonno, ma ne altera l’architettura, sopprimendo le onde lente del sonno NREM e svuotando il riposo della sua capacità ristorativa. Le onde lente sono la firma elettroencefalografica del sonno più rigenerativo: è in questa fase che il cervello consolida i ricordi, il sistema immunitario si riorganizza e i tessuti si riparano. Quando la caffeina interferisce, il corpo trascorre la notte in un sonno di superficie mascherato: le ore ci sono, ma la profondità biologica no. Il risultato è svegliarsi stanchi senza capirne la ragione. La suscettibilità varia in base a genetica, metabolismo ed età: per alcuni, un espresso nel primo pomeriggio basta a riscrivere il profilo EEG notturno, innescando un circolo vizioso in cui la stanchezza spinge a consumare più caffeina, che degrada ulteriormente il sonno profondo. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00