Roma, 19 ottobre 2026 (Agenbio) – È sempre più difficile trattenere i medici negli ospedali pubblici. Nel 2025 le dimissioni volontarie sono state 3.767, un numero superiore ai 2.876 pensionamenti e soprattutto in forte crescita rispetto all’anno precedente: nel 2024 erano state 1.503, con un aumento del 150%. A lasciare il Servizio sanitario nazionale non sono soltanto i professionisti vicini alla pensione. L’età media dei medici che si dimettono è infatti di circa 48 anni e molti scelgono di trasferirsi all’estero o di passare alla sanità privata. Come spiegato dall’Anaao Assomed, tra le principali cause ci sono turni pesanti, retribuzioni considerate poco competitive rispetto ad altri Paesi europei, rischio di burnout e aggressioni sul posto di lavoro. Il fenomeno riguarda 12 regioni su 20, con situazioni particolarmente critiche in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove le dimissioni superano da 2,4 a 3,3 volte i pensionamenti. Resta anche una forte differenza territoriale. Tra il 2015 e il 2024 il Centro-Nord ha guadagnato 4.029 medici, mentre il Mezzogiorno ne ha persi 1.166. Il ricambio generazionale è comunque iniziato: il Decreto Calabria ha favorito l’ingresso di quasi 10mila giovani medici tra il 2019 e il 2025. Ma, secondo il sindacato, il rischio è che la fuga dagli ospedali finisca per vanificare questi progressi. (Agenbio) Des 9:00




