Al centro dell’incontro con il presidente Vincenzo D’Anna (Fnob) le attività dell’Ordine, le riforme dell’Albo, le scuole di specializzazione e la necessità di un impegno sempre più attivo da parte degli iscritti
FIRENZE. Un’occasione di incontro, dialogo e condivisione, ma soprattutto un momento per guardare al futuro della professione e riflettere sulle sfide che attendono la categoria. Venerdì 17 ottobre, all’Hotel Mirage di Firenze, si è svolto l'”Aperitivo con il Presidente”, iniziativa che ha riunito numerosi biologi toscani attorno al presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob) Vincenzo D’Anna e ai principali rappresentanti dell’Ordine dei Biologi della Toscana e dell’Umbria (OBToU).
Presenti all’evento – che sarà bisssto il prossimo 31 ottobre a Perugia – i vertici dell’Ordine, con Claudia Trippetti, Patrizia Casprini, Marco Giampaoli, Filippo Carlucci, Gianni Zocchi, Massimo Moretti, Stefano Brancorsini, Silvia Pellegrini e gli altri componenti della “squadra”, a testimonianza della volontà di mantenere un rapporto diretto con gli iscritti e di favorire occasioni di confronto che vadano oltre i tradizionali momenti istituzionali.
L’incontro si è sviluppato in un clima di dialogo aperto e partecipato, offrendo ai professionisti intervenuti l’opportunità di approfondire le principali questioni che interessano la categoria, condividere osservazioni e porre domande sui percorsi intrapresi e sulle prospettive future.
Il lavoro dell’Ordine e le prospettive della categoria
Nel corso dell’evento, il presidente D’Anna ha illustrato le attività svolte dalla Fnob, soffermandosi sui principali passaggi che hanno interessato la professione e sulle iniziative rivolte a rafforzare il ruolo dei biologi nel sistema professionale e sanitario italiano.
Ampio spazio è stato dedicato alle riforme relative all’Albo dei Biologi, ai percorsi di aggiornamento e alle opportunità legate alle scuole di specializzazione, temi di particolare interesse per i “camici bianchi” e per quanti guardano con attenzione all’evoluzione delle competenze e degli sbocchi professionali.
Il confronto ha altresì consentito di affrontare anche le questioni che incidono quotidianamente sull’attività dei biologi, mettendo in evidenza l’importanza di un Ordine capace non soltanto di rappresentare la categoria, ma anche di accompagnarne i cambiamenti, raccoglierne le istanze e promuoverne le legittime aspettative.
D’Anna: “Categoria impari ad essere protagonista”
Uno dei passaggi centrali dell’incontro ha riguardato l’invito rivolto dal presidente ai colleghi a “fare politica”, intendendo con questa espressione non un’attività di carattere partitico, ma un impegno concreto e responsabile nella vita della professione.
Fare politica, in questa prospettiva, significa partecipare, avanzare proposte, contribuire a individuare soluzioni e non limitarsi ad attendere risposte o a perdersi in sterili lamentele. Significa, soprattutto, mettersi in gioco per affrontare i problemi della categoria, costruire interlocuzioni e lavorare affinché le esigenze dei biologi trovino ascolto e adeguato riconoscimento nelle sedi competenti. A partire dai palazzi che “contano”.
Il messaggio rivolto ai presenti è stato chiaro: il futuro della professione non può essere affidato esclusivamente all’attività degli organismi rappresentativi. Richiede anche la partecipazione degli iscritti, il loro contributo di idee, la capacità di fare rete e la disponibilità a impegnarsi in prima persona.
In questo senso, l'”Aperitivo con il Presidente” si è confermato non soltanto un momento informativo, ma anche un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità professionale e stimolare una partecipazione più consapevole alla vita dell’Ordine.
I risultati raggiunti e le sfide ancora aperte
Nel ripercorrere il lavoro svolto durante la propria presidenza, D’Anna ha richiamato i risultati conseguiti sul fronte del riconoscimento e del consolidamento della professione.
Tra i passaggi evidenziati figurano l’ingresso dei biologi nel quadro delle professioni sanitarie, il rafforzamento delle opportunità di accesso alle scuole di specializzazione e il percorso di riorganizzazione dell’Albo, con la sua articolazione in tre sezioni. Traguardi che rappresentano passaggi significativi nell’evoluzione della professione e che, nella prospettiva illustrata dal rappresentante dei biologi italiani, devono costituire una base da cui proseguire il lavoro.
La valorizzazione delle competenze, il riconoscimento del ruolo dei biologi e l’ampliamento delle opportunità professionali restano infatti obiettivi centrali. Risultati importanti, dunque, ma non un punto di arrivo: la categoria è chiamata a continuare a confrontarsi con le trasformazioni del sistema sanitario, del mondo del lavoro e dei percorsi formativi, individuando nuove strategie per rispondere alle esigenze degli iscritti.
Il dialogo con gli iscritti come punto di partenza
Gli interventi e le domande, anche serrate, dei partecipanti, hanno contribuito ad alimentare il confronto sui temi affrontati, confermando l’utilità di iniziative capaci di avvicinare gli organismi di rappresentanza ai professionisti e di creare spazi di ascolto diretto.
L’appuntamento fiorentino si inserisce dunque in una prospettiva di dialogo e partecipazione che l’Ordine intende promuovere per mantenere vivo il rapporto con i propri iscritti e favorire una discussione concreta sulle priorità della categoria.
L'”Aperitivo con il Presidente” lascia così un messaggio che va oltre il singolo incontro: la crescita della professione passa attraverso il lavoro delle istituzioni ordinistiche, ma anche attraverso la disponibilità dei biologi a essere parte attiva dei processi di cambiamento.
Perché dare forza alla professione significa, prima di tutto, partecipare, confrontarsi e assumersi la responsabilità di contribuire al proprio futuro.




