Roma, 26 settembre 2026 (Agenbio) – Il morbillo torna a correre in Italia. Tra gennaio e maggio 2026 i casi confermati sono stati 472, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. E il conto potrebbe salire ancora: 609 casi sono al momento classificati come possibili o probabili. A diffondere i numeri è un’analisi epidemiologica del ministero della Salute. È proprio in quella distinzione, tra caso sospetto e caso confermato, che si gioca il ruolo della biologia. Il quadro clinico del morbillo può essere confuso con altre malattie esantematiche: a stabilire con certezza la diagnosi è il laboratorio, attraverso la ricerca degli anticorpi IgM nel siero e l’identificazione dell’RNA virale con tecniche molecolari su tampone, saliva o urine. Senza questo passaggio i numeri restano stime. Il lavoro dei biologi non si ferma alla conferma del singolo caso. La genotipizzazione del virus consente di ricostruire le catene di trasmissione, distinguere i focolai autoctoni dai casi importati e capire se un ceppo circola stabilmente nel Paese. È su questi dati che si fonda la sorveglianza nazionale e, di conseguenza, la risposta della sanità pubblica: dalla ricerca dei contatti alle campagne di recupero vaccinale.
L’andamento degli ultimi anni conferma che il virus non è mai stato davvero sotto controllo. Dall’autunno 2023 i casi sono tornati a crescere: nel 2024 ne sono stati notificati 1.045, di cui 946 confermati in laboratorio. Nel 2025 il calo, con 497 conferme. Oltre il 90% dei contagiati non era vaccinato, quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose.
La ripresa del 2026 non è uniforme lungo la Penisola. L’aumento più marcato si registra in Calabria, passata da 17 a 265 casi, e in Campania, da 18 a 100. Crescono anche Toscana, da 6 a 49, e Lazio, da 47 a 54.
Il nodo resta la copertura vaccinale. Nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma raggiungeva il 95% con due dosi, la soglia necessaria per interrompere la circolazione del virus. I valori più bassi in Sicilia, con il 67,88%, in Campania, con il 71,89%, e nella Provincia autonoma di Bolzano, con il 73,69%. (Agenbio)




