Roma, 15 settembre 2026 (Agenbio) – La sindrome di Noonan è una delle condizioni genetiche più comuni nella pratica pediatrica, eppure il suo impatto sul cervello è rimasto a lungo una zona d’ombra nella letteratura clinica. Sappiamo che molti bambini con questa diagnosi presentano difficoltà di apprendimento, ritardi del neurosviluppo e manifestazioni neurologiche di varia entità, ma la correlazione con anomalie strutturali cerebrali documentabili alla risonanza magnetica non era mai stata sistematizzata su scala multicentrica. Uno studio italiano pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism colma questa lacuna, offrendo per la prima volta una mappa neuroradiologica della sindrome costruita su dati reali di clinica quotidiana. La sindrome di Noonan appartiene alla famiglia delle RASopatie, condizioni causate da varianti patogenetiche nei geni della via RAS-MAPK, un circuito di segnalazione cellulare essenziale per la proliferazione, la differenziazione e la sopravvivenza cellulare durante lo sviluppo embrionale. Quando questa via è iperattivata in modo anomalo, le conseguenze si manifestano a livello di molteplici sistemi e organi. Il quadro clinico classico include dismorfismi facciali caratteristici, bassa statura, stenosi polmonare e cardiomiopatia ipertrofica, difetti della coagulazione e anomalie linfatiche. Il coinvolgimento neurologico — difficoltà di apprendimento, deficit attentivi, disabilità intellettiva lieve — è una componente ricorrente, ma spesso affrontata in modo episodico, senza una valutazione strutturata del substrato neuroanatomico sottostante. La ricerca ha coinvolto sette centri universitari italiani di endocrinologia pediatrica, raccogliendo retrospettivamente i dati di pazienti con diagnosi clinica e molecolare confermata già sottoposti a RM cerebrale per indicazioni cliniche nell’ambito della routine assistenziale. Le immagini sono state revisionate in modo standardizzato e indipendente da due neuroradiologi esperti, con un protocollo di raccolta dati uniforme tra i centri partecipanti. I risultati mostrano che le anomalie strutturali cerebrali sono frequenti nel campione esaminato e si associano in modo significativo alle manifestazioni neurologiche clinicamente documentate. Tra le alterazioni più rappresentate figurano anomalie del corpo calloso — documentate sia in senso ipoplastico sia iperplastico — malformazioni dello sviluppo corticale e alterazioni della sostanza bianca, con un pattern di distribuzione che suggerisce un coinvolgimento diffuso piuttosto che focale.
Un aspetto di particolare interesse clinico riguarda l’analisi delle correlazioni genotipo-fenotipo: lo studio esplora se specifiche varianti nei geni della via RAS-MAPK si associno a pattern neuroanatomici distinti, aprendo la prospettiva di un follow-up neurologico e neuropsicologico personalizzato in funzione del profilo molecolare del singolo paziente. Identificare precocemente i soggetti a rischio maggiore di compromissione cognitiva — prima ancora che le difficoltà diventino clinicamente manifeste — rappresenta uno degli obiettivi pratici più rilevanti di questa linea di ricerca. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




