Roma, 2 settembre 2026 (Agenbio) – I tessuti invecchiano e lo fanno in modo diverso da organo a organo. Una ricerca pubblicata su Nature Medicine dal CeMM — Research Center for Molecular Medicine dell’Accademia Austriaca delle Scienze — ha prodotto la prima mappa sistematica dell’invecchiamento istologico su scala d’organo, combinando deep learning e immagini istologiche di interi vetrini per costruire degli orologi biologici tessuto-specifici capaci di misurare l’età biologica reale di ciascun organo, indipendentemente dall’età anagrafica del paziente. Lo studio ha analizzato oltre 25.700 immagini istologiche provenienti da 40 tipi di tessuto di 983 individui, tratte dal database GTEx, una delle più ampie raccolte di campioni di tessuto umano non patologico disponibili a livello internazionale. I modelli di deep learning hanno identificato pattern morfologici associati all’invecchiamento invisibili all’occhio umano: alterazioni sottili nell’architettura tissutale, nella struttura cellulare e nell’organizzazione microanatomica che si accumulano con l’età in modo specifico per ciascun organo. Gli orologi tissutali così ottenuti hanno raggiunto un errore medio di previsione dell’età biologica di 4,9 anni, risultando associati a marcatori consolidati di invecchiamento come l’accorciamento dei telomeri, le comorbidità e le patologie subcliniche. Le firme istologiche hanno mostrato una capacità predittiva delle complicanze superiore a quella dei classici orologi epigenetici basati sulla metilazione del DNA. Il valore clinico più rilevante emerge dall’integrazione con i dati trascrittomici del sangue: i segnali di invecchiamento accelerato rilevati a livello tissutale si riflettono in specifici pattern di espressione genica circolanti, aprendo la strada a un monitoraggio minimamente invasivo della salute degli organi attraverso un semplice prelievo ematico. Le associazioni con patologie specifiche sono già documentate — il segnale più forte nell’Alzheimer localizza al tessuto cerebrale, quello nel morbo di Crohn coinvolge l’intero tratto gastrointestinale — con implicazioni concrete per la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione di malattia. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




