Roma, 31 luglio 2026 (Agenbio) – I ricercatori del Salk Institute hanno scoperto che l’enzima ceramidasi acida può rendere le cellule invecchiate più vulnerabili alla ferroptosi, un processo di morte cellulare programmata, e potrebbe rappresentare un bersaglio promettente per favorire un invecchiamento sano. Durante lo studio delle cellule polmonari umane, pubblicato su Cell Death and Disease, il team ha rilevato che livelli elevati dell’enzima acido ceramidasi rendono le cellule senescenti più suscettibili alla ferroptosi e possono trasmettere questa vulnerabilità alle cellule vicine. Farmaci sperimentali che mirano all’acido ceramidasi sono già stati sviluppati per altri scopi terapeutici. Le cellule senescenti sono collegate a molte condizioni legate all’età, tra cui artrite, scarsa guarigione delle ferite e malattie neurodegenerative come Alzheimer o Parkinson. Studi recenti hanno rafforzato i legami tra ferroptosi e Alzheimer e Parkinson, incluso un altro studio recente del laboratorio del Salk Institute da cui è emerso che la sovraesposizione cronica al ferro nei neuroni li rende meno resilienti nel tempo e più vulnerabili alla neurodegenerazione. In questo nuovo studio, dopo aver scoperto che un eccesso di ceramidasi acida favorisce la sensibilità cellulare alla ferroptosi, i ricercatori hanno rimosso l’enzima dalle cellule senescenti e non senescenti per verificare se la sua assenza avrebbe reso le cellule più resistenti alla ferroptosi indotta. E così è stato. La rimozione della ceramidasi acida dalle cellule proteggeva sia le cellule giovani che quelle vecchie dalla ferroptosi. (Agenbio) Etr 13:00




