Torino, 9 luglio 2026 – Il microbiota come “vero e proprio organo” e la formazione come leva per la medicina di precisione. Sono questi i due pilastri indicati a Torino da Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, durante il convegno “Nutrigenomica e Nutrigenetica: Dalla Ricerca alla Pratica del Biologo Nutrizionista”, in corso in una sala gremita di professionisti.
Il presidente D’Anna ha tracciato la rotta per i prossimi anni della professione: uscire dalla “zona grigia” e puntare su competenze ad alto valore scientifico. Ma ha anche lanciato un monito interno alla categoria.
“IL MICROBIOTA È IL FUTURO. DOBBIAMO SAPERLO GESTIRE”
“Oggi non possiamo più parlare di microbiota come di un argomento accessorio. È un vero e proprio organo, che interagisce con tutto il nostro organismo e che diventa centrale nella nutrizione di precisione”, ha dichiarato D’Anna.
Secondo il Presidente FNOB, la capacità di valutare e intervenire sul microbioma, integrata alle competenze in nutrigenomica e nutraceutica, sarà decisiva per calibrare lo stato nutrizionale e dare risposte concrete a pazienti con patologie diverse.
“Il biologo nutrizionista del futuro dovrà saper leggere questi dati e tradurli in protocolli personalizzati. Non è più un’opzione, è una necessità”, ha aggiunto.
FORMAZIONE: PARTE LA SCUOLA DI BIOINFORMATICA A FIRENZE
Per arrivare preparati a questa sfida, la FNOB ha già messo in campo una risposta concreta. D’Anna ha annunciato l’imminente attivazione di una scuola di bioinformatica a Firenze, affiancata da un piano di corsi ed eventi in modalità FAD su tutto il territorio nazionale.
“L’obiettivo è uno solo: dare ai biologi nutrizionisti gli strumenti per valutare gli esiti di questa pratica diagnostica e allineare le nostre competenze a quelle richieste dalla medicina personalizzata”, ha spiegato D’Anna.
“Non possiamo permetterci di essere bravi sul piano teorico e impreparati sul piano operativo. La formazione è la vera chiave per dare dignità e spessore alla professione”.
IL PARADOSSO: “SIAMO AVANTI NELLA SCIENZA, INDIETRO NELLA COMUNICAZIONE”
È qui che D’Anna ha alzato il tono. Nonostante l’alto interesse registrato oggi a Torino, il Presidente ha fotografato una criticità interna: “Il paradosso è che buona parte dei presenti erano ancora all’oscuro di queste cose. Questo dimostra un deficit di comunicazione e di coesione che rischia di vanificare tutte le opportunità di crescita che ci siamo conquistati”.
“Abbiamo ottenuto il riconoscimento giuridico con la Legge 3/2018. Stiamo costruendo un nuovo Albo con 80 opportunità professionali. Ma se non riusciamo a far arrivare queste informazioni ai nostri iscritti, stiamo lavorando a metà”, ha sottolineato.
Per D’Anna la vera battaglia dei prossimi mesi sarà quindi interna: “Dobbiamo rifondare l’Ordine sulla qualità scientifica, ma anche sulla capacità di comunicare. Altrimenti le ‘guerre corporative’ le perderemo non in tribunale, ma sul campo, perché il cittadino non saprà a chi rivolgersi”.




