Roma, 3 luglio 2026 (Agenbio) – L’endometriosi non è solo una malattia ginecologica: lo conferma uno studio in su medRxiv, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania, che ha analizzato i dati genetici di oltre un milione di donne provenienti da 14 biobanche globali. La ricerca ha identificato 58 regioni del genoma associate alla patologia — 27 delle quali mai descritte in precedenza — e 314 geni coinvolti nel suo sviluppo, offrendo una mappa molecolare della malattia più dettagliata di qualunque studio precedente. Tra i risultati più rilevanti, molti dei geni individuati risultano collegati al movimento cellulare, suggerendo che l’endometriosi possa coinvolgere non solo la crescita di tessuto endometriale in sedi anomale, ma i meccanismi biologici che ne permettono la migrazione. Altri geni sono associati a processi infiammatori e immunitari, il che potrebbe spiegare la correlazione clinicamente osservata tra endometriosi e condizioni sistemiche quali malattie cardiovascolari, artrite e depressione — patologie accomunate da un substrato infiammatorio cronico. Ulteriori associazioni emergono sul piano metabolico: alcuni dei geni e delle proteine analizzati risultano implicati nella regolazione del colesterolo e nella salute cardiovascolare. Un dato di particolare interesse riguarda il microbiota intestinale: le pazienti con endometriosi tendono a presentare livelli ridotti di Bifidobacteriaceae, batteri con funzione protettiva sulla mucosa intestinale e sul sistema immunitario. Le implicazioni cliniche non sono trascurabili: con un ritardo diagnostico medio di 8 anni dalla comparsa dei sintomi, molte pazienti accumulano anni di infiammazione non trattata, con possibili ripercussioni sistemiche. Identificare i meccanismi molecolari sottostanti apre la strada a terapie mirate, anche attraverso farmaci già disponibili, in grado di intervenire sull’infiammazione come bersaglio trasversale. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00




