Roma, 3 luglio 2026 (Agenbio) – Un sistema di allerta può prevedere con mesi di anticipo quali specie e regioni saranno maggiormente esposte a temperature estreme. Lo strumento, sviluppato dal gruppo di Josep M. Serra-Diaz e pubblicato su Nature Climate Change, combina previsioni meteorologiche stagionali fino a nove mesi con gli intervalli termici storicamente sperimentati da 30.585 specie di vertebrati. Applicato alle previsioni del maggio 2024, ha segnalato oltre 3.500 specie potenzialmente esposte, più di 1.250 delle quali di interesse conservazionistico, con un anticipo medio di uno o due mesi. Le aree a rischio maggiore comprendevano Messico, Africa subsahariana e Himalaya. Il sistema potrebbe aiutare a programmare monitoraggi e interventi mirati, ma stima l’esposizione al calore, non gli effetti certi sulle popolazioni; l’affidabilità dipende inoltre dalla qualità delle previsioni climatiche, delle mappe di distribuzione e dei dati sulle specie. (Agenbio) Claudio De Rosa 10:00




