Innovazione e standardizzazione nei percorsi di PMA: incontro di presentazione della Scuola Permanente di Embriologia Clinica

Dalla gestione del rischio biologico alla qualificazione formativa avanzata: il modello promosso dalla Fondazione Italiana Biologi per la tutela della salute riproduttiva

 

Roma, 14 ottobre 2026 – Si è tenuta lo scorso 12 ottobre, presso la Sala Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione della Scuola Permanente di Embriologia Clinica, iniziativa strategica promossa dalla Fondazione Italiana Biologi (FIB). L’evento ha rappresentato un momento di sintesi e dibattito multidisciplinare tra rappresentanti istituzionali, la comunità scientifica e il mondo accademico, volto a definire modelli operativi e formativi evoluti nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in stretta aderenza al quadro normativo nazionale ed europeo.

In apertura dei lavori, un indirizzo di saluto è stato dedicato alla Prof.ssa Francesca Gioia Klinger (UniCamillus – International Medical University in Rome), assente per concomitanti impegni istituzionali, ma associata alle finalità scientifiche dell’iniziativa. L’introduzione ai lavori è stata curata dal Sen. Dott. Vincenzo D’Anna (Presidente FNOB e FIB), che ha rimarcato l’esigenza di una governance formativa rigorosa: “La disciplina scientifica si fonda sull’integrazione di competenze stratificate che impongono un aggiornamento metodologico permanente. La nascita di questa Scuola risponde alla necessità primaria di uniformare le competenze tecnico-scientifiche sul territorio, garantendo elevati standard di qualità, riproducibilità e sicurezza biologica nei processi di PMA”.

Sull’integrazione sistemica e sull’interdisciplinarietà è intervenuto il Dott. Antonio Mazzotta (Vicepresidente FIB): “La sinergia tra le componenti cliniche e di laboratorio costituisce il presupposto fondamentale per governare l’evoluzione della disciplina, valorizzando la centralità dell’embriologo e incrementando i livelli di tutela e sicurezza nei confronti dell’utenza”.

L’approfondimento relativo ai profili genetico-molecolari e alla diagnostica di laboratorio è stato trattato dal Prof. Antonio Novelli (Professore Associato di Genetica Medica presso UniCamillus e Direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù): “La traslazione delle evidenze di genetica avanzata nell’embriologia clinica risulta determinante per l’affinamento dei percorsi diagnostico-terapeutici, consentendo un approccio personalizzato e ad elevata specificità nelle procedure riproduttive”. La struttura curriculare e i criteri metodologici dell’offerta formativa sono stati illustrati dal Dott. Valerio Pisaturo (AOU Policlinico Umberto I di Roma, Membro del Comitato scientifico e organizzativo): “L’impianto didattico si articola attraverso moduli specialistici dedicati alla medicina della riproduzione, all’andrologia, alla genetica ecologica e alla manipolazione gametica e embrionaria. Un’attenzione primaria è rivolta ai sistemi di Risk Management, al controllo qualità e alla bioetica applicata. Il processo di certificazione delle competenze prevede una verifica pratica rigorosa, finalizzata all’accertamento diretto della padronanza manuale e procedurale sul materiale biologico”.

La sessione tecnica si è arricchita degli interventi dei docenti del tavolo accademico: La Prof.ssa Luisa Campagnolo (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) ha evidenziato l’importanza della cultura della sicurezza biologica e della gestione controllata delle linee cellulari e dei gameti per l’abbattimento del rischio clinico e procedurale. La Dott.ssa Daniela Arduini (Presidente O.B.L.A.) ha richiamato l’esigenza di un rigoroso rispetto dei protocolli operativi e della tutela professionale all’interno delle strutture dedicate alla PMA.

La Prof.ssa Sandra Moreno (Università degli Studi Roma Tre) e la Dott.ssa Alessandra Alteri (UniCamillus – International Medical University in Rome) hanno approfondito gli aspetti legati alla standardizzazione delle metodiche di laboratorio e all’aggiornamento scientifico continuo quali fattori chiave per l’efficacia dei trattamenti.

L’evento si è concluso con la formalizzazione dell’impegno condiviso tra istituzioni, ordini professionali e università per promuovere una crescita omogenea delle competenze mediche e biologiche nel settore.

 

di Elena Severino

Ufficio Stampa Fondazione Italiana Biologi (FIB)