La luce notturna induce il rimodellamento cardiaco: le evidenze su 11mila soggetti

Roma, 30 settembre 2026 (Agenbio) – L’inquinamento luminoso non è solo una questione di cieli stellati perduti. Uno studio pubblicato sull’European Heart Journal da ricercatori della Tulane University e della Harvard T.H. Chan School of Public Health documenta per la prima volta, su una coorte di oltre 11mila soggetti, una correlazione tra esposizione alla luce artificiale nelle ore notturne e alterazioni strutturali e funzionali del cuore, un processo noto come rimodellamento cardiaco, che il cuore mette in atto in risposta a stress cronico e che, nel tempo, ne compromette la capacità di pompare sangue in modo efficiente. I partecipanti, inclusi nel database UK Biobank, avevano indossato per sette giorni un dispositivo da polso con sensore di luce integrato tra il 2013 e il 2015, e si erano sottoposti a risonanza magnetica cardiaca circa tre anni dopo. Chi aveva dormito in ambienti con livelli di luce superiori a tre lux: una soglia relativamente bassa, facilmente superata da un televisore acceso, dalla luce di un corridoio o dall’illuminazione stradale che filtra attraverso le tende, mostrava segni di ispessimento della parete del ventricolo sinistro con riduzione del volume della camera, alterazioni del ventricolo destro e dell’atrio sinistro, e una riduzione precoce della funzione contrattile. Il meccanismo ipotizzato coinvolge la perturbazione dei ritmi circadiani: la luce notturna sopprime la melatonina, altera la secrezione di cortisolo e mantiene il sistema nervoso autonomo in uno stato di allerta prolungato, con effetti documentati sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca. Le implicazioni cliniche sono dirette: i cardiologi — in particolare quelli che seguono pazienti con insufficienza cardiaca o fibrillazione atriale — dovrebbero includere nella valutazione del paziente domande sull’ambiente luminoso notturno, al pari dei classici fattori di rischio cardiovascolare. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00