Giornata mondiale del cuore: un anno senza fumo dimezza il rischio di infarto

Roma, 28 settembre 2026 (Agenbio) – Basta un anno senza sigarette per dimezzare il rischio cardiovascolare. È il messaggio con cui i cardiologi dell’Anmco, l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, si avvicinano alla Giornata mondiale del cuore, che si celebra il 29 settembre. In Italia infarto, scompenso e ictus uccidono ogni anno circa 230mila persone, e molte di queste morti arrivano prima dei 70 anni. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e di ricovero, in Italia come nel resto del mondo. Pesano soprattutto sulle donne: sono responsabili del 33 per cento dei decessi femminili, contro il 28 per cento di quelli maschili.

Eppure gran parte di questi eventi si potrebbe evitare. «Circa l’80 per cento degli eventi cardiaci può essere evitato modificando i principali fattori di rischio attraverso scelte quotidiane concrete e intervenendo, quando richiesto, con le terapie», spiega Furio Colivicchi, presidente della Fondazione Anmco per il Tuo Cuore e direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma. Per Massimo Grimaldi, presidente dell’Anmco e direttore della Cardiologia dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, «la vera sfida è giocare d’anticipo».

La settimana delle visite gratuite

Dal 28 settembre al 4 ottobre la Fondazione Onda promuove la (H) Open Week sulle malattie cardiovascolari. Oltre 150 ospedali del network Bollino Rosa, da Nord a Sud, offriranno colloqui e visite gratuite. L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare alle cardiomiopatie, malattie del muscolo cardiaco che possono restare silenziose per anni e avere un’origine familiare.

Le cinque regole

La Fondazione per il Tuo Cuore dell’Anmco indica cinque regole per la prevenzione:

Stop al tabacco. Il fumo accelera la formazione di placche nei vasi, aumenta pressione e frequenza cardiaca e quadruplica il rischio di infarto.
Movimento. Almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata riducono la pressione, migliorano la sensibilità all’insulina e aiutano a controllare il peso.
Alimentazione. Dieta mediterranea e meno di 5 grammi di sale al giorno.
Controlli regolari. Pressione, colesterolo e glicemia vanno monitorati con costanza, perché molti fattori di rischio non danno sintomi finché non è troppo tardi.
Elettrocardiogramma. Lo screening di base a riposo non va sottovalutato.

Due di queste regole passano anche dal lavoro dei biologi: nei laboratori di analisi, dove si misurano colesterolo e glicemia, e negli studi di nutrizione, dove la dieta mediterranea diventa un piano alimentare su misura. (Agenbio)