Alzheimer e demenza vascolare: i fattori di rischio modificabili agiscono sul cervello già prima della diagnosi

Roma, 24 agosto 2026 (Agenbio) – La demenza non origina con i primi sintomi cognitivi: inizia anni, forse decenni prima, con alterazioni silenti del tessuto cerebrale che si accumulano lentamente sotto la soglia clinica. È in questa fase subclinica che agiscono i fattori di rischio modificabili, e un nuovo studio svedese dell’Università di Lund, pubblicato su The Journal of Prevention of Alzheimer’s Disease, ne documenta per la prima volta gli effetti differenziali sulle diverse componenti del danno cerebrale, distinguendo tra alterazioni vascolari e processi neurodegenerativi propri dell’Alzheimer. I ricercatori hanno seguito per quasi quattro anni 494 persone cognitivamente integre, sottoponendole periodicamente a risonanza magnetica e PET per monitorare nel tempo sia le lesioni della sostanza bianca — espressione del danno ai piccoli vasi cerebrali — sia l’accumulo di beta-amiloide e proteina tau, i biomarcatori caratteristici dell’Alzheimer. Il risultato più rilevante è che la maggior parte dei fattori di rischio modificabili analizzati agisce principalmente sulla componente vascolare: ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, iperlipidemia e cardiopatia ischemica erano tutti associati a una progressione più rapida delle lesioni della sostanza bianca. Salute cardiovascolare e salute cerebrale risultano dunque strettamente interconnesse, ben prima che qualsiasi sintomo di declino cognitivo diventi clinicamente rilevabile. Il quadro si articola quando si osservano i marcatori tipici dell’Alzheimer. Il diabete era associato a un accumulo più rapido di beta-amiloide, un’associazione che la ricerca attribuisce all’insulino-resistenza e alle alterazioni metaboliche che interferiscono con i meccanismi di eliminazione della proteina, mentre la variante genetica APOE ε4 restava il principale predittore di accumulo amiloide indipendente dallo stile di vita. Lo studio è osservazionale e documenta associazioni senza stabilire causalità diretta, ma la direzione che indica è concreta: controllare pressione, colesterolo e glicemia, non fumare e mantenersi fisicamente attivi non protegge solo il cuore, riduce il danno cumulativo al cervello e ne ritarda il declino. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00