Roma, 7 luglio 2026 (Agenbio) – L’impiego prolungato di fertilizzanti minerali modifica in modo stabile il microbioma del suolo, senza necessariamente ridurne la ricchezza. Lo indica uno studio coordinato da Shengwen Xu, Manuel Delgado-Baquerizo e Huaiying Yao, pubblicato su Nature Communications. I ricercatori hanno combinato rilievi standardizzati e una metanalisi di 501 esperimenti agricoli condotti per almeno cinque anni, con una durata mediana di 25 anni.
Rispetto ai terreni non fertilizzati, il carbonio organico è aumentato in media del 14%, mentre il pH è diminuito di 0,31 unità. L’acidificazione ha riorganizzato soprattutto le comunità batteriche, favorendo i Proteobacteria e riducendo i Firmicutes; la composizione fungina è rimasta più stabile. Sono aumentati anche alcuni batteriofagi virulenti. I risultati descrivono tendenze globali, ma non definiscono una dose ottimale valida per tutti i terreni: colture, clima e modalità di fertilizzazione possono modificare gli effetti. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00




