Infezioni da staphylococco del sangue: il ruolo della cefazolina nella pratica clinica

Roma, 6 luglio 2026 (Agenbio) – Per decenni, il trattamento della batteriemia da Staphylococcus aureus meticillino-sensibile ha gravitato intorno alle penicilline antistafilococciche — flucloxacillina, cloxacillina, nafcillina — senza che esistesse una base di evidenza randomizzata sufficientemente solida per stabilire se la cefazolina potesse rappresentare un’alternativa equivalente o superiore. I risultati del trial SNAP, pubblicati sul New England Journal of Medicine, rispondono ora a questa domanda con dati convincenti.

Lo studio ha confrontato i due approcci in oltre 1.200 pazienti adulti arruolati in centri internazionali, con un disegno adattivo bayesiano che ha consentito di aggiornare continuamente le analisi in corso di trial. L’esito è netto: la cefazolina non è inferiore alle penicilline antistafilococciche in termini di mortalità a 90 giorni, e su un fronte cruciale — la tossicità renale — le va addirittura meglio. Il danno renale acuto nelle prime due settimane di trattamento è risultato significativamente meno frequente nei pazienti trattati con cefazolina, un dato rilevante in una popolazione spesso anziana e con funzionalità renale già compromessa.

La batteriemia da S. aureus è un’infezione comune e ad alta mortalità, che interessa quotidianamente reparti di malattie infettive, terapia intensiva, nefrologia, ematologia e chirurgia vascolare. Avere ora un’evidenza randomizzata robusta a favore della cefazolina — più maneggevole, con un profilo di sicurezza renale superiore e una posologia compatibile con la gestione ambulatoriale — offre ai clinici una base più solida per orientare le scelte terapeutiche individuali. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00