Acido trans-vaccenico materno e imprinting immunitario: effetti sullo sviluppo dei linfociti T nel neonato   

Roma, 6 luglio 2026 (Agenbio) – Il latte materno non è solo nutrimento: è un vettore biologico complesso attraverso cui la madre trasferisce al neonato molecole capaci di plasmare lo sviluppo del suo sistema immunitario. Tra queste, un ruolo di primo piano emerge ora per l’acido trans-vaccenico (TVA), il principale acido grasso trans di origine naturale presente nel latte umano. Una ricerca pubblicata su Science dall’Università di Chicago ne identifica per la prima volta il meccanismo d’azione sull’immunità neonatale, aprendo prospettive inedite sul ruolo della nutrizione materna nella programmazione immunitaria precoce.

Il TVA agisce sui linfociti T CD4+ naive del neonato attraverso un asse molecolare che coinvolge un recettore accoppiato a proteina G e il fattore di legame CTCF, riprogrammando queste cellule verso un profilo di tipo Th1 — la risposta immunitaria adattiva orientata alla difesa contro agenti infettivi. Il meccanismo dipende anche dalla cooperazione con il fattore trascrizionale TBX21, noto come T-bet, che guida la differenziazione delle cellule T helper verso la risposta di tipo 1. Il risultato è un’espansione della popolazione di linfociti T naive e un potenziamento dell’immunità adattiva nelle prime fasi della vita, con effetti che si prolungano nell’età adulta sotto forma di immunità antivirale duratura.

La ricerca inquadra l’allattamento al seno non solo come pratica nutrizionale ma come processo di imprinting immunologico attivo, in cui specifici componenti lipidici del latte materno svolgono funzioni regolatorie precise e misurabili. Comprendere quali molecole siano coinvolte e attraverso quali meccanismi agiscano apre la strada a interventi mirati sulla nutrizione materna in grado di rafforzare le difese immunitarie del neonato fin dai primi giorni di vita. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00