Dopo il trapianto fecale, l’integrazione del microbiota del donatore si associa alla risposta all’anti-PD-1

Roma, 10 giugno 2026 (Agenbio) – Uno studio pubblicato su Nature ha analizzato tre trial indipendenti di trapianto di microbiota fecale associato a terapia anti-PD-1 nel melanoma avanzato, per un totale di 41 pazienti. Il lavoro è guidato da Jessica L. Fessler e Justin L. Sonnenburg della Stanford University School of Medicine, con la collaborazione di Matthew R. Olm e Edgar G. Engleman. Il risultato principale è che il beneficio clinico non si lega tanto a un aumento generico della diversità microbica o all’attecchimento di singole specie, ma a una integrazione più stabile del microbiota del donatore. I responder acquisiscono più ceppi donatore-derivati, diventano più simili al donatore dopo FMT e mantengono un microbioma più stabile; i non responder mostrano invece maggiore instabilità tassonomica, oscillazioni del carico microbico e aumento di geni associati a sistemi di secrezione patogeni. È uno studio ancora osservazionale e su numeri piccoli, ma rafforza l’idea che la qualità della ristrutturazione del microbioma possa incidere sulla risposta all’immunoterapia. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00