Fibromialgia, la neuroinfiammazione potrebbe spiegare il dolore cronico

Roma, 3 giugno 2026 (Agenbio) – La fibromialgia, sindrome cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, colpisce in Italia circa 1,5 milioni di persone, con una prevalenza maggiore nelle donne tra i 25 e i 55 anni. Dopo anni in cui la diagnosi è rimasta complessa per l’assenza di biomarcatori specifici, l’attenzione della ricerca si sta spostando sui meccanismi neurobiologici del dolore cronico, in particolare sul ruolo della neuroinfiammazione. Al centro di questa ipotesi c’è la microglia, componente immunitaria del sistema nervoso centrale, coinvolta nei processi di sorveglianza e risposta infiammatoria. Quando la sua attivazione diventa persistente, può contribuire alla modulazione anomala del dolore attraverso il rilascio di mediatori pro-infiammatori, favorendo la cronicizzazione dei sintomi. Le evidenze sperimentali e cliniche più recenti indicano infatti una possibile associazione tra attivazione microgliale e forme di dolore nociplastico, aprendo nuovi scenari interpretativi per la fibromialgia. Accanto a questi dati, alcune tecniche di neuroimaging impiegate nella ricerca stanno iniziando a fornire indizi osservabili dei cambiamenti funzionali del sistema nervoso centrale nei pazienti, pur non essendo ancora strumenti diagnostici applicabili nella pratica clinica. Parallelamente, osservazioni cliniche suggeriscono che l’integrazione tra terapie farmacologiche già utilizzate e molecole ad azione neuromodulante possa contribuire a migliorare la gestione del dolore in alcuni sottogruppi di pazienti, evidenziando la natura eterogenea della sindrome. Il quadro terapeutico resta tuttavia complesso: non esiste al momento un trattamento risolutivo e la gestione si basa su un approccio multimodale che combina farmaci, interventi sul sonno, sull’umore e sulla qualità di vita. Le attuali linee di ricerca puntano a una maggiore stratificazione clinica della fibromialgia, con l’obiettivo di identificare sottotipi biologicamente distinti e sviluppare strategie terapeutiche più mirate, basate sui meccanismi alla base della malattia. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00