La consistenza del tumore conta quanto il DNA: la nuova chiave per capire le metastasi

Roma, 29 maggio 2026 (Agenbio) – Non basta più guardare solo al DNA per capire perché un tumore diventa aggressivo e si diffonde. Uno studio pubblicato su Nature Materials propone infatti di considerare anche la “consistenza” del tessuto tumorale, cioè la sua viscosità, come fattore decisivo nella progressione della malattia.

La ricerca, coordinata da IFOM – Istituto AIRC di Oncologia Molecolare e dal (DIPO) -Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia della Statale di Milano, mostra che quando il tumore è più compatto le cellule tendono a restare unite, mentre quando diventa più fluido si muovono con maggiore facilità e favoriscono la disseminazione. Al centro di questo meccanismo c’è la proteina IRSp53: se i suoi livelli diminuiscono o la sua distribuzione si altera, il tessuto perde viscosità e diventa più invasivo.

Gli autori hanno osservato anche un riscontro clinico nei campioni di tumore al seno: bassi livelli o una distribuzione anomala di IRSp53 si associano a una prognosi peggiore e a una maggiore probabilità di evoluzione verso forme invasive. Lo studio apre così a una lettura più completa del cancro, in cui biologia molecolare e proprietà fisiche del tessuto si integrano per prevedere meglio l’aggressività tumorale. (Agenbio) Alessio Lucarelli 11:00