Roma, 23 aprile 2026 (Agenbio) – Gli italiani sono tra i più longevi al mondo, ma la qualità della vita inizia a peggiorare molto prima di quanto si pensi. Secondo i dati richiamati anche dall’Istat, la salute comincia a deteriorarsi già intorno ai 58 anni, aprendo una fase che può durare oltre 25 anni segnata da malattie croniche e disabilità. A fronte di un’aspettativa di vita che sfiora gli 84 anni, quella in buona salute si ferma infatti molto prima. Il risultato è un lungo periodo in cui milioni di persone convivono con patologie spesso multiple: in Italia sono oltre 24 milioni i cittadini con malattie croniche, e circa la metà ne ha più di una. Il quadro si inserisce in una popolazione sempre più anziana: oggi gli over 65 rappresentano il 25% degli italiani e potrebbero arrivare al 30% entro il 2030. Intanto, la spesa per la non autosufficienza ha già superato i 30 miliardi di euro l’anno, mettendo sotto pressione il sistema sanitario. Il problema non è solo sanitario, ma anche sociale ed economico. Sempre più anziani vivranno soli e avranno bisogno di assistenza continuativa, mentre il modello attuale fatica a reggere. Per questo, il Libro bianco sulla cronicità propone un cambio di rotta: più integrazione tra ospedale e territorio, uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, rafforzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e nuovi criteri per garantire equità nelle cure. L’obiettivo è chiaro: non solo vivere più a lungo, ma vivere meglio. (Agenbio) Des 13:00




