Roma, 5 novembre 2026 (Agenbio) – Il virus Shamonda è finito sotto osservazione dopo il primo caso umano segnalato in Francia, dove un paziente gravemente immunodepresso è morto a inizio ottobre a Lione. Le autorità sanitarie stanno indagando per chiarire le modalità del contagio e stabilire quanto l’infezione abbia contribuito al decesso. Al momento, non sono emerse prove di una trasmissione da persona a persona né indicazioni di un rischio per la popolazione generale. Identificato per la prima volta in Nigeria nel 1965, il virus appartiene al genere Orthobunyavirus ed è conosciuto soprattutto per la sua circolazione negli animali da allevamento. Si trasmette attraverso la puntura di piccoli insetti ematofagi del genere Culicoides, che possono diffonderlo tra gli animali. Nei bovini l’infezione può provocare febbre, diarrea, debolezza, perdita di appetito e diminuzione della produzione di latte. In alcuni casi sono state segnalate anche complicazioni riproduttive e manifestazioni neurologiche. Nell’estate del 2026 il patogeno è stato individuato in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. Per il caso francese, l’ipotesi è che il contagio sia avvenuto attraverso un insetto infetto, ma la specie responsabile non è stata ancora identificata. Secondo il virologo Massimo Andreoni, docente di Malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata e membro del Consiglio superiore di sanità, la trasmissione all’uomo resta un evento eccezionale e non ci sono prove che il virus abbia sviluppato caratteristiche tali da favorire una diffusione tra le persone. (Agenbio) Des 10:00




