Roma, 5 novembre 2026 (Agenbio) – Una nuova strategia mira a migliorare l’efficacia dell’immunoterapia contro il melanoma avanzato. La molecola sperimentale HBI-8000, assunta in compresse e associata al farmaco nivolumab, ha mostrato risultati superiori rispetto alla sola immunoterapia in uno studio internazionale di Fase 3. I dati sono stati presentati al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), a Madrid. La sperimentazione ha coinvolto 404 pazienti con melanoma avanzato, mai sottoposti in precedenza a immunoterapia. Nei pazienti trattati con la combinazione, il rischio di progressione della malattia si è ridotto del 27%. Anche la risposta al trattamento è stata maggiore: una regressione del tumore è stata osservata nel 41,4% dei casi, contro il 32,3% registrato con il solo nivolumab. HBI-8000 appartiene alla classe degli inibitori Hdac, farmaci che bloccano enzimi coinvolti nei meccanismi con cui le cellule tumorali sfuggono al riconoscimento immunitario. L’obiettivo è rendere il tumore più visibile alle difese dell’organismo, favorendo l’azione del nivolumab. Secondo Paolo Ascierto, oncologo dell’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma, la combinazione punta a contrastare la capacità del tumore di nascondersi al sistema immunitario. I risultati sono promettenti, ma serviranno ulteriori dati per definire il ruolo della terapia nella pratica clinica. (Agenbio) Des 9:00




