Roma, 3 novembre 2026 (Agenbio) – Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Conservation Science and Practice e coordinato da ricercatori dell’Università di Torino, in collaborazione con l’Università di Pavia, Chester Zoo e il GERP (Groupe d’Étude et de Recherche sur les Primates de Madagascar), dimostra che è possibile stimare quanti gruppi di indri, il “lemure cantante”, vivono in un’area del Madagascar semplicemente ascoltandone le vocalizzazioni con registratori automatici.
Per trasformare i suoni in una stima di densità, i ricercatori hanno adattato un metodo sviluppato originariamente in ambiente marino che combina tre elementi: il numero di canti rilevati automaticamente nelle registrazioni da una rete neurale convoluzionale sviluppata dal gruppo di ricerca, la frequenza con cui i gruppi di indri cantano e la probabilità che un canto venga effettivamente captato dai registratori. Per calcolare quest’ultima, il team ha registrato direttamente i canti dei gruppi, annotando per ogni emissione la posizione esatta degli animali, la distanza dai registratori e la direzione verso cui gli indri erano rivolti mentre cantavano. Il punto di forza dello studio è la validazione: a Maromizaha, un progetto di ricerca a lungo termine segue da circa 15 anni 12 gruppi di indri abituati alla presenza umana, e la densità reale dei gruppi è quindi nota. La stima ottenuta con il monitoraggio acustico, pari a 5,55 gruppi per chilometro quadrato, si è rivelata molto vicina alla densità reale di 6,17 gruppi per chilometro quadrato, che rientra nell’intervallo di confidenza della stima. Lo studio indica anche che la distanza dal registratore è il fattore principale che influenza la probabilità di rilevare un canto. (Agenbio) 11:00 Etr




