Le città favoriscono l’adattamento delle piante invasive al caldo e alla siccità

Roma, 27 ottobre 2026 (Agenbio) – Gli ambienti urbani potrebbero comportarsi come vere e proprie “palestre evolutive” per le piante invasive, favorendo lo sviluppo di una maggiore resistenza alle temperature elevate, alla scarsità d’acqua e ad altre condizioni di forte stress. A suggerirlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Florida e pubblicato sulla rivista Plants, People, Planet. Secondo gli autori, le città non rappresentano soltanto importanti punti di ingresso e diffusione per le specie non autoctone, ma possono anche prepararle ad affrontare gli effetti futuri del cambiamento climatico. La ricerca si è concentrata sull’Erigeron annuus, una pianta originaria del Nord America oggi ampiamente diffusa anche in Europa e in alcune aree dell’Asia. Gli studiosi hanno raccolto semi provenienti da popolazioni cresciute in zone urbane e rurali nei dintorni di Zagabria, in Croazia, per poi coltivarli nei laboratori dell’Università della Florida in condizioni climatiche controllate. Le piante provenienti dalle città sono risultate generalmente più piccole rispetto a quelle delle aree rurali, ma hanno mostrato una maggiore capacità di resistere alle alte temperature e alla siccità. La tolleranza allo stress è inoltre aumentata in relazione al livello di urbanizzazione dei luoghi nei quali erano stati raccolti i semi. Gli ambienti urbani contribuiscono infatti a rendere le città più calde e secche rispetto alle aree circostanti, soprattutto a causa dell’effetto “isola di calore”. Queste condizioni potrebbero selezionare piante invasive maggiormente adattate agli ambienti estremi e quindi più preparate a diffondersi anche nei territori vicini. Comprendere come le specie invasive si evolvono nelle città sarà quindi fondamentale per prevederne e limitarne la diffusione in vista delle future condizioni climatiche. (Agenbio) Alessio Lucarelli 12:00