Perché un biologo professionalmente qualificato in Italia può incontrare difficoltà a vedere riconosciuta la propria qualifica in un altro Paese europeo?
La risposta non è semplice. In Europa esistono sistemi formativi, professioni regolamentate e competenze differenti.
Ma esiste uno strumento giuridico che merita di essere approfondito: il Common Training Framework (CTF), previsto dall’articolo 49-bis della direttiva europea 2005/36/CE.
Su questa possibilità è stato sviluppato un lavoro tecnico relativo a due ambiti fondamentali della professione: medicina di laboratorio e nutrizione umana.
Occorre confrontare le qualifiche professionali, esaminare le normative di almeno nove Stati membri, verificare i percorsi formativi e dimostrare la condivisione delle competenze richieste.
Nel frattempo, in Italia, il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente la riforma del DPR 328/2001, con l’articolazione della professione di biologo in tre settori: biologia generale e biomedica; ambiente; nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti.
Un passaggio importante dell’evoluzione dell’ordinamento professionale, accolto favorevolmente dalla FNOB e dal suo presidente Vincenzo D’Anna.
Il riconoscimento europeo non è ancora acquisito. Serviranno ulteriori verifiche, interlocuzioni istituzionali e decisioni della Commissione europea.
L’obiettivo è costruire le condizioni giuridiche e professionali per una maggiore mobilità dei biologi qualificati in Europa.
Un progetto ambizioso, che richiede studio, collaborazione e rigore.
Dott. Corrado Marino
vice presidente Ecba




