Roma, 16 ottobre 2026 (Agenbio) – Il modo in cui parliamo potrebbe contenere indizi sull’invecchiamento del cervello. È l’ipotesi emersa da uno studio internazionale pubblicato su Science Advances, che ha analizzato la voce di quasi 3mila persone provenienti da Argentina, Cile, Colombia, Messico e Perù. I ricercatori hanno utilizzato un sistema di intelligenza artificiale addestrato a stimare l’età di una persona attraverso diverse caratteristiche del parlato: dalla velocità alle pause, dall’intonazione alla quantità di parole e alla loro organizzazione. Il confronto tra l’età stimata dalla voce e quella reale ha mostrato associazioni con alcuni indicatori di salute cerebrale, capacità cognitive e invecchiamento biologico. Il dato è stato poi confrontato con tre diversi “orologi epigenetici”, basati sulla metilazione del Dna, trovando una relazione tra un’età del parlato superiore a quella anagrafica e alcuni segnali di invecchiamento accelerato. Gli autori invitano però alla cautela: la voce non può essere utilizzata, sulla base di questi risultati, per diagnosticare una demenza né per prevedere se una persona svilupperà un declino cognitivo. (Agenbio) Des 12:00




