Roma, 15 ottobre 2026 (Agenbio) – Il microbiota orale potrebbe avere un ruolo finora sottovalutato nei processi di invecchiamento. Uno studio pubblicato su Nature Aging ha identificato Neisseria flavescens, comune batterio della bocca, come specie associata nell’uomo a un invecchiamento biologico più lento. I ricercatori hanno utilizzato AURORA, un modello generativo multimodale che integra dati biologici, per costruire “orologi” dell’età e individuare microrganismi legati a profili fisiologici più favorevoli. Due ceppi di N. flavescens sono stati poi isolati e hanno prodotto metaboliti considerati benefici. Nei test sperimentali, il batterio vivo ha aumentato durata e qualità della vita in Caenorhabditis elegans. Nell’uomo, però, il dato resta associativo: non è ancora dimostrato un effetto anti-invecchiamento causale o terapeutico. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00




