Il nuovo percorso di alta specializzazione entra nella rete nazionale di formazione permanente dei biologi. Al centro il ruolo del biologo nei centri di procreazione assistita e il dialogo tra genetica ed embriologia
Nasce la scuola di alta specializzazione in embriologia clinica e procreazione medicalmente assistita. A Montecitorio, Vincenzo D’Anna, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei biologi e della Fondazione italiana biologi, ha presentato il piano di formazione permanente promosso da FNOB e FIB.
L’obiettivo è colmare la distanza tra preparazione teorica e pratica professionale. I percorsi si rivolgono ai neolaureati e ai professionisti che vogliono aggiornarsi o riqualificarsi, in una professione che può operare in oltre 80 ambiti diversi.
La procreazione medicalmente assistita è uno dei settori in maggiore crescita: i bambini nati grazie alla PMA sono oggi tra il 5 e il 10 per cento del totale. Nella manipolazione di gameti ed embrioni il biologo resta una figura indispensabile. Lo ha ribadito l’embriologo Valerio Pisaturo, responsabile di laboratorio al Policlinico Umberto I di Roma, che ha richiamato la necessità di una guida specialistica nei centri PMA e di standard definiti dalle società scientifiche per la sicurezza e la gestione del rischio.
Al centro del confronto anche il rapporto tra genetica ed embriologia. Il sequenziamento genomico consente oggi la valutazione pre-impianto degli embrioni. Per Antonio Novelli, genetista dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il dialogo costante tra genetisti ed embriologi è ormai fondamentale per accompagnare le coppie.
Antonio Mazzotta, della Fondazione italiana biologi, e Lino Piscopo, direttore della FNOB, hanno illustrato la rete formativa nazionale. Accanto alla nuova scuola dedicata alla PMA, comprende i percorsi di genetica e genomica a Roma, bioinformatica a Firenze, biorestauro a Caserta, biologia marina a Reggio Calabria e nutrizione a Milano.
Un sistema costruito con le istituzioni accademiche per garantire standard formativi elevati. E la procreazione assistita viene indicata come uno dei comparti strategici per le opportunità di lavoro della categoria nei prossimi anni.




