Un semplice parametro rilevato attraverso le analisi delle urine potrebbe aiutare a capire l’evoluzione nel tempo di una malattia renale. Si tratta della proteinuria, cioè la presenza e la quantità di proteine eliminate con le urine. Il dato assume particolare importanza nelle persone con glomerulonefrite, un insieme di patologie che colpiscono i glomeruli, le strutture del rene incaricate di filtrare il sangue. Una consensus nazionale presentata a Milano da un gruppo multidisciplinare di specialisti sottolinea la necessità di rendere più omogenee la misurazione e l’interpretazione della proteinuria nella pratica clinica. Il valore, spiegano gli esperti, non dovrebbe essere considerato una sola volta: il suo andamento nel tempo può fornire informazioni importanti sulla progressione della malattia. La presenza di proteine nelle urine merita comunque un approfondimento medico. Il segnale diventa particolarmente rilevante quando una proteinuria consistente si accompagna ad altri indicatori, come infiammazione del sedimento urinario o riduzione della filtrazione renale. Anche la ricerca internazionale conferma il legame tra variazioni della proteinuria e successivo rischio di insufficienza renale avanzata. L’obiettivo è quindi intercettare prima i pazienti maggiormente esposti alla progressione, così da poter monitorare la malattia e intervenire tempestivamente. (Agenbio) Des 11:00




