Roma, 25 settembre 2026 (Agenbio) – L’Europa continua a produrre ricerca oncologica di qualità, ma fatica sempre più a trasformarla in sperimentazioni cliniche e nuove opportunità terapeutiche. È il paradosso evidenziato da Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dello IEO di Milano, durante l’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro a Napoli. Il divario emerge soprattutto guardando agli studi aperti al reclutamento: sono circa 5.200 negli Stati Uniti, 5.300 in Asia e appena 3mila nel continente europeo. A pesare è soprattutto la riduzione delle sperimentazioni promosse dall’industria nelle prime fasi di sviluppo dei farmaci, con le multinazionali che tendono a concentrare i trial in un numero più ristretto di centri. Anche l’Italia risente di questa tendenza, pur mostrando una situazione più solida sul fronte della ricerca accademica. Gli studi aperti al reclutamento sono 495, meno dei 708 della Spagna, dei 635 della Francia e dei 520 del Regno Unito. Secondo Curigliano, la priorità è aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, infrastrutture e laboratori. Senza un cambio di passo, il rischio è che l’Europa conservi la capacità di produrre conoscenza, ma finisca per dover acquistare altrove le innovazioni trasformate in nuove terapie. (Agenbio) Des 10:00




