Roma, 24 settembre 2026 (Agenbio) – Tra maggio 2022 e aprile 2023 il Mediterraneo centrale ha registrato una significativa riduzione degli scambi di anidride carbonica con l’atmosfera. Nei primi mesi del 2023, in particolare, il mare ha assorbito circa il 30% di CO2 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’ENEA e pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Oceans. La ricerca ha raccolto per la prima volta dati continui sugli scambi di anidride carbonica tra mare e atmosfera in questa parte del Mediterraneo.
Le misurazioni, effettuate tra il 2021 e il 2023, confermano che il bacino centrale si comporta come un serbatoio naturale di carbonio: durante l’inverno assorbe CO2 dall’atmosfera, mentre in estate tende a rilasciarla. La capacità di svolgere questa funzione è stata però ridotta da un’ondata di calore marina particolarmente intensa e prolungata, accompagnata da venti più deboli. Nel 2022 la temperatura superficiale del Mediterraneo ha superato di circa 1,5-2 °C la media del periodo 1991-2020, con picchi fino a 4 °C nel settore centrale. Nello stesso arco di tempo sono diminuiti i giorni con venti superiori a 8 metri al secondo, passati da 71 a 42, mentre quelli caratterizzati da venti deboli sono aumentati da 26 a 47.
Le rilevazioni più recenti dell’Osservatorio oceanografico di Lampedusa confermano una situazione anomala: durante l’ondata di calore marina dell’estate 2026 la temperatura ha superato i 31 °C a un metro di profondità e i 30 °C a 5 e 18 metri. Secondo i ricercatori, proseguire le osservazioni nel lungo periodo sarà fondamentale per comprendere come il cambiamento climatico possa modificare la capacità del Mediterraneo di sottrarre anidride carbonica all’atmosfera. (Agenbio) Alessio Lucarelli 12:00




