Bogliasco, i biologi guardano al futuro: “Non siamo più figli di un dio minore”

Al Just Peruzzi per “Apericena in musica: essere Biologi in Liguria…tra passato, presente e futuro”. Dalla formazione alle nuove competenze, dalla tutela professionale alle prossime sfide: il presidente D’Anna (FNOB) rilancia l’appello a una categoria più consapevole, partecipe e protagonista

Una sera per incontrarsi, ma soprattutto un’occasione per guardare avanti. Perché dietro le luci, la musica e l’atmosfera informale del “Just Peruzzi” di Bogliasco (Genova), venerdì 18 settembre, c’era molto più di una semplice apericena: c’era una professione chiamata a interrogarsi sul proprio presente e, soprattutto, sul proprio futuro.
Erano oltre cinquanta i biologi presenti all’appuntamento “Apericena in musica: essere Biologi in Liguria…tra passato, presente e futuro”, promosso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB). Una platea di professionisti chiamati a condividere esperienze, competenze e prospettive, in una serata pensata per mettere insieme formazione, identità professionale, nuove frontiere della Biologia e appartenenza ordinistica.
A curare l’organizzazione dell’evento è stato il Comitato Organizzativo composto da Pierandrea Canepa (dirigente biologo di Biochimica Clinica – SSD Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana – IRCCS Ospedale San Martino di Genova), Federica Infante (patologa clinica – S.C. laboratorio analisi ATSL – Area 3) e Nicoletta D’Urso (componente del Consiglio Direttivo della Fondazione Italiana Biologi), che ha contribuito alla costruzione di un appuntamento capace di intrecciare momenti di approfondimento professionale, formazione, confronto e musica.
A dare il “tono” all’incontro è stato il presidente della FNOB, sen. dott. Vincenzo D’Anna, con la relazione “Le nuove competenze spettanti ai Biologi del terzo millennio”. Nel suo intervento, il rappresentante dei biologi italiani ha passato in rassegna le principali novità che stanno ridisegnando il mondo ordinistico e professionale: dalla recente tripartizione dell’Albo alle modifiche delle modalità di accesso, fino al sistema dei CFU, indicati come “strumenti destinati a garantire una preparazione effettiva e verificabile”. Una sorta di “soglia di sbarramento”, ha rimarcato D’Anna, per “evitare che possano fregiarsi del titolo di biologo persone prive della necessaria preparazione”, perché “non basta sapere, bisogna anche saper fare”.
Un principio che attraversa la strategia della FNOB: percorsi di tirocinio differenziati in relazione alla laurea magistrale conseguita, scuole di formazione sul campo, acquisizione concreta delle competenze e valorizzazione delle “82 tipologie di attività che possono essere svolte dai biologi”. Non una professione da esercitare soltanto sui libri, dunque, ma “un mestiere che richiede preparazione, esperienza e capacità di trasformare la conoscenza in pratica”.
D’Anna ha quindi ripercorso il cammino avviato dal 2017, anno del suo primo insediamento ai vertici dell’allora Ordine Nazionale dei Biologi, oggi FNOB, rivendicando il lavoro svolto per costruire strumenti concreti a sostegno dei professionisti: “formazione, tutela, aggiornamento ed ECM gratuiti”, con l’obiettivo di “rendere sempre più solida e attrezzata una categoria chiamata a misurarsi con scenari professionali in continua trasformazione”.
Ma, se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. Tra i temi sollevati dal presidente, anche “la necessità di una nuova classe dirigente della professione di cui purtroppo si avverte la mancanza”, in vista delle prossime elezioni. Da qui il richiamo agli iscritti: “Basta lamentarsi dell’Ordine e poi non seguirlo”, insieme all’invito a candidarsi, fare rete e contribuire alla crescita della realtà territoriale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, anche sul piano della comunicazione e degli eventi.
Il messaggio è stato netto: “Presentate una lista qualificata dove tutte le categorie siano rappresentate. Anche perché i voti, alla fine, si contano, non si pesano!”. E soprattutto: “Oggi non siamo più figli di un dio minore: non dilapidate questa eredità. Pensate alla categoria, altrimenti le nostre faticose conquiste andranno dissipate”.
Un appello alla partecipazione accompagnato dalla necessità di una maggiore informazione e comunicazione. Secondo il dato richiamato da D’Anna nel corso dell’incontro, il “55% degli iscritti all’Albo” non si documenterebbe, non accederebbe al sito e non aprirebbe le comunicazioni ricevute. Da qui l’invito a “smettere di essere professionisti di serie B” e a portare i biologi “al livello che compete loro”, attraverso “preparazione, partecipazione e presenza nella vita professionale”.
La serata ha quindi dato voce alle diverse anime della Biologia contemporanea. Il dott. Pierandrea Canepa ha ripercorso le tappe della professione del biologo, evidenziando i crocevia tra formazione e professionalità che ne hanno accompagnato l’evoluzione dal 1967 fino ai giorni nostri.
Il dott. Stefano Sechi, responsabile della Guardia Costiera Ausiliara, ha illustrato il funzionamento e i mezzi impiegati dall’organizzazione, soffermandosi in particolare sul ruolo che essa svolge nella tutela della biodiversità marina e sulla necessità di una presenza attiva a difesa dell’ecosistema e del patrimonio naturale del mare; la dott.ssa Laura Paleari, independent scientist, ha invece sviluppato un parallelo tra il mondo della cellula e quello della società, mostrando, attraverso il tema “Dalla Cellula alla Società: l’impatto multidisciplinare di una professione in evoluzione”, come i principi e i meccanismi propri della Biologia possano offrire chiavi di lettura anche per comprendere fenomeni e dinamiche della società contemporanea. Il dott. Gianni Panizza, biologo nutrizionista e libero professionista, ha analizzato il rapporto tra ambiente e nutrizione, tracciando un percorso che dalla TEA arriva alle prospettive della Nutrigenomica.
Spazio anche alla formazione permanente con la dott.ssa Nicoletta D’Urso, che ha illustrato “Le Scuole di formazione permanente della Fondazione Italiana Biologi”, altro tassello di una formazione continua ormai centrale nella crescita professionale.
E poi la musica, perché una professione non vive soltanto di competenze e norme, ma anche di relazioni, cultura e capacità di stare insieme. A chiudere la parte istituzionale è stato il progetto “La Biologia incontra la Musica abbracciando il Sociale”, affidato al progetto musicale “QUELLE di Un Certo Peso”, con Fabiana Parlato e Katia Picasso. Ad accompagnare la serata anche le voci di Sofia Terminiello, Luca Badaracco e Luna Zanarini, con il gran finale affidato al dott. Canepa, singer d’eccezione.
Un intreccio tutt’altro che casuale: è proprio nella capacità di tenere insieme competenza scientifica, formazione, professione, territorio e dimensione sociale che la Biologia può trovare una delle chiavi del proprio futuro. E D’Anna, guardando appunto a quel futuro, ha indicato alcuni dei prossimi obiettivi sui quali intende concentrare la propria azione. Tra questi, l’annunciato incontro con il ministro Giuseppe Valditara, al quale il presidente FNOB intende chiedere “l’inserimento obbligatorio della materia della Nutrizione nelle scuole”. Un passaggio che, nelle intenzioni illustrate, potrebbe significare anche nuove opportunità professionali per i biologi impegnati nella didattica e nella nutrizione.
Tra le prospettive indicate infine anche l’istituzione, nei Comuni, della figura del “Biologo di comunità”, con l’obiettivo di rendere sempre più capillare la presenza del professionista sul territorio e avvicinare la Biologia ai bisogni concreti delle comunità.
Così, tra una relazione e un brano musicale, tra una riflessione sull’Albo e una discussione sul futuro, “l’Apericena” di Bogliasco ha raccontato una categoria che vuole guardare lontano. Perché il futuro della professione non si costruisce soltanto con nuove norme, percorsi formativi e competenze. Si costruisce con i biologi, con la loro preparazione, con la loro capacità di fare rete e con la consapevolezza che, come ha ricordato D’Anna, “oggi non siamo più figli di un dio minore”.