Depressione e produzione di neuroni: nell’ippocampo un rallentamento selettivo che apre nuove prospettive terapeutiche

Roma, 15 settembre 2026 (Agenbio) – Il cervello adulto produce nuovi neuroni: è un’acquisizione relativamente recente, ancora dibattuta nei dettagli, ma suffragata da evidenze crescenti. La regione in cui questo processo — chiamato neurogenesi — sembra persistere anche in età adulta è l’ippocampo, struttura centrale per la memoria e l’apprendimento. Uno studio della Columbia University pubblicato su Nature Medicine ha costruito per la prima volta un atlante dettagliato dell’ippocampo umano adulto a livello di singola cellula, rivelando che in chi soffre di depressione maggiore questa neurogenesi procede al rallentatore, e che il blocco si colloca in una fase specifica e inattesa del processo. I ricercatori hanno analizzato post-mortem il tessuto cerebrale di 30 individui, di cui 11 con diagnosi di depressione maggiore o depressione clinica. Il sequenziamento dell’RNA nel nucleo di quasi 500mila cellule ippocampali ha restituito una mappa dell’attività genica di ciascuna cellula, permettendo di stabilire in quale stadio di maturazione si trovasse. La traiettoria della neurogenesi si articola in fasi progressive: cellule staminali neurali, progenitrici intermedie, neuroblasti, neuroni immaturi. Nei soggetti con depressione, la distribuzione cellulare mostrava una quota maggiore di cellule staminali neurali e una significativamente ridotta di neuroblasti, come se le cellule di partenza fossero presenti in numero adeguato, ma il passaggio verso le fasi successive risultasse compromesso. Il dato metodologicamente rilevante è che i soggetti con depressione non presentavano una riduzione dei neuroni immaturi, il che esclude un blocco totale della neurogenesi e orienta verso un rallentamento selettivo in una fase intermedia del processo. Lo studio non stabilisce se questa alterazione contribuisca all’insorgenza della depressione o ne sia piuttosto una conseguenza, ma identifica alcune delle vie metaboliche coinvolte — stress cellulare, alterazioni della plasticità sinaptica, attivazione immunitaria — come potenziali bersagli terapeutici su cui intervenire per modulare la neurogenesi ippocampale. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00