Roma, 14 settembre 2026 (Agenbio) – Cresce ancora la febbre da camice bianco. Mercoledì 16 settembre, 68.067 candidati si giocheranno l’accesso ai 22 corsi di laurea delle professioni sanitarie in 41 università statali: un balzo del 17,4% rispetto allo scorso anno, quando le domande erano 57.993. Un’inversione di rotta netta, se si pensa che nel ciclo 2025/26 l’incremento si era fermato a un timido +0,2%.
I numeri
33.958 i posti a bando nelle statali, a fronte di oltre 68mila domande
Oltre il 54% delle richieste si concentra su Infermieristica
Allargando lo sguardo alle 9 università non statali (4.226 posti, circa 7.500 domande), il totale nazionale sale a circa 75.500 domande su 38.184 posti, per una crescita media del 17,5%
La corsa al posto: chi vince, chi rincorre
Non tutte le professioni corrono alla stessa velocità:
Fisioterapista guida la classifica con 6,2 domande per ogni posto disponibile: 25.146 richieste contro le 20.919 dello scorso anno (+20%), su 4.086 posti
Logopedista segue con 5 domande per posto (5.707 richieste, +13,7%, su 1.150 posti)
Ostetrica e tecnico di radiologia si contendono il terzo gradino, entrambe a 3,2 domande per posto: la prima da 4.165 a 4.380 domande (+5%) su 1.350 posti, la seconda da 4.748 a 6.155 (+29,6%) su 1.949 posti
Italia a due velocità
Il boom non è uniforme. Si va dal +30,9% delle Marche (1.453 domande su 740 posti) al +28% del Friuli-Venezia Giulia, passando per il +27,6% della Campania (6.650 domande) e il +22,4% della Puglia. Chiudono la classifica Liguria (+8,7%) e Veneto, fermo al +6,6%: la conferma che l’interesse verso le professioni sanitarie cresce, ma non ovunque con la stessa intensità. (Agenbio)




