Roma, 11 settembre 2026 (Agenbio) – Una ricerca del Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica di Roma, pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, dimostra che il microbiota intestinale non solo è associato alle malattie croniche, ma le anticipa, identificando nel cibo ultra-processato e nei suoi additivi industriali il principale responsabile della distruzione silenziosa dell’ecosistema biologico umano. Gli alimenti ultra-processati – che in molti Paesi rappresentano già più della metà delle calorie consumate – non danneggiano la salute solo per la loro composizione nutrizionale. Lo fanno attraverso gli additivi industriali: emulsionanti, dolcificanti artificiali, conservanti e coloranti che alterano il microbiota con meccanismi molecolari oggi documentati con precisione scientifica.
Il paradosso denunciato dalla ricerca è sconvolgente: questi additivi sono stati approvati dai regolatori – EFSA in Europa, FDA negli Stati Uniti – senza mai misurare il loro effetto sull’ecosistema intestinale umano. I protocolli di sicurezza alimentare sono stati scritti prima che la scienza del microbiota esistesse. Non sono stati aggiornati. «Chiediamo che la valutazione di sicurezza degli additivi alimentari includa valutazioni standardizzate sul microbiota – dichiara il professore Antonio Gasbarrini, autore del paper insieme con i colleghi Gianluca Ianiro e Giovanni Gasbarrini. – Chiediamo che vengano valutati gli effetti delle miscele di additivi in un contesto reale. E chiediamo di superare la separazione tra regolamentazione nutrizionale e sicurezza alimentare: non si può dichiarare sicuro un alimento guardando solo i macronutrienti e ignorando quello che fa all’ecosistema intestinale». (Agenbio) Etr 10:00




