Borse specializzandi biologi, firmato il decreto storico. D’Anna: “Risultato atteso da 30 anni, ma 500 euro sono una mancia. Convertiamo i posti deserti dei medici”

Roma, 28 agosto 2026 – È stato firmato dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il decreto che assegna per la prima volta le borse di studio per le Scuole di Specializzazione ai laureati non medici. Un risultato storico, atteso da oltre 30 anni dal mondo delle professioni sanitarie.

Il decreto, che sarà ora inviato ai singoli Atenei per l’assegnazione, riconosce alla platea dei biologi – circa 60.000 iscritti – il 30% dei 1.520 posti disponibili nelle Scuole a cui possono accedere. Un dato che il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, Vincenzo D’Anna, definisce “significativo, soprattutto se rapportato a categorie numericamente più ampie come farmacisti, veterinari, chimici e psicologi”.

“Abbiamo fatto una breccia in un muro che durava da oltre 30 anni – dichiara D’Anna – Per anni i ricorsi dei colleghi non medici sono stati persi perché la borsa dei medici è finanziata direttamente dalla Comunità Europea a destinazione specifica. Grazie al lavoro della FNOB e degli altri Ordini delle professioni sanitarie, questa breccia è stata finalmente aperta”.

Resta però la forte perplessità sull’entità dello stanziamento.

“Parliamo di appena 40 milioni complessivi – prosegue D’Anna – una mancia rispetto agli 8 miliardi in più annunciati per la sanità. La borsa per un biologo sarà di circa 500 euro al mese contro i 2.000 euro di un medico. Come diceva Don Milani, fare parti uguali tra diseguali è la più grande ingiustizia. Mantenere lo stesso limite di reddito di 7.500 euro per chi ne prende 2.000 e per chi ne prende 400 significa escludere la maggior parte degli aventi diritto. Quel limite andrebbe portato almeno a 20.000 euro”.

Il Presidente segnala inoltre la disparità con le borse regionali, che in alcuni casi, come in Sicilia, arrivano a 1.000 euro, più del doppio di quella statale.

Per ottimizzare le risorse del Servizio Sanitario Nazionale, la FNOB rilancia la proposta, già condivisa con i Ministri Bernini e Schillaci e contenuta in un emendamento ancora all’esame del Parlamento, di convertire i posti medici rimasti deserti.

“Oltre il 60% dei posti in scuole come Anatomia Patologica, Patologia Clinica, Genetica Medica, Statistica Sanitaria e Scienza dell’Alimentazione va deserto perché i medici si orientano verso altre specializzazioni. Lo stesso Ministro Schillaci mi ha rappresentato l’urgenza di avere biologi in Anatomia Patologica. Se c’è carenza di specialisti – conclude D’Anna – è paradossale socchiudere le porte. Vanno aperte, permettendo ai biologi e agli altri professionisti sanitari di occupare quei posti liberi per mancanza di domanda”.

 

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