Roma, 25 agosto 2026 (Agenbio) – La fibrillazione atriale è l’aritmia più diffusa in assoluto, caratterizzata da un battito cardiaco caotico e spesso accelerato che nei casi più lievi può restare silente per anni, senza mai produrre sintomi abbastanza distintivi da spingere il paziente a cercare una diagnosi. L’estate, paradossalmente, può rompere questo equilibrio: le alte temperature abbassano la pressione arteriosa, inducendo il cuore ad aumentare la frequenza dei battiti come meccanismo compensatorio. In un soggetto con fibrillazione atriale non diagnosticata, questo stress aggiuntivo può far emergere palpitazioni, affanno, senso di pesantezza al petto o una stanchezza sproporzionata rispetto all’attività svolta, sintomi che in condizioni normali potevano passare inosservati. Il quadro clinico della fibrillazione atriale è infatti spesso sfumato. Oltre alla palpitazione — la percezione che il cuore non batta regolarmente o che acceleri senza motivo — i segnali che meritano attenzione includono mancanza di fiato nel compiere attività quotidiane abitualmente ben tollerate, vertigini e, nei casi più gravi, sincope. Il confine tra quando attendere e quando rivolgersi subito al medico dipende dall’intensità del sintomo, dalla sua persistenza e dalla sua eventuale ricorrenza: un episodio lieve e autorisolto non impone un’interruzione delle vacanze, ma va comunque segnalato al curante al rientro. La diagnosi si avvale di tre esami principali: l’ecocardiogramma per valutare struttura e funzionalità cardiaca, l’Holter ECG delle 24 ore per registrare le anomalie del ritmo anche in assenza di sintomi, e l’elettrocardiogramma da sforzo. Lo strumento più preciso resta però l’ECG eseguito nel momento esatto in cui compare il sintomo, perché consente di identificare il tipo specifico di aritmia e impostare la terapia mirata. Sul piano terapeutico, la scelta è tra la gestione farmacologica, che attenua l’aritmia ma non la risolve stabilmente, e l’ablazione, una procedura interventistica che agisce direttamente sulla sede di origine del disturbo del ritmo. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




