Roma, 20 agosto 2026 (Agenbio) – L’estate 2026 potrebbe entrare tra le più calde mai registrate in Italia e, a fine stagione, arrivare a mettere in discussione il primato del 2003. I dati definitivi non sono ancora disponibili, ma le anomalie delle temperature in diverse aree del Paese sono già vicine ai livelli di quell’estate, considerata ancora oggi un riferimento per il caldo estremo. Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti condizioni che in passato erano considerate eccezionali. Un esempio arriva dal Nord Italia, dove in alcune zone le giornate oltre i 35 gradi sono diventate numerose. A preoccupare sono anche le notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 gradi, che impediscono agli edifici e all’organismo di raffreddarsi. Il caldo accumulato potrebbe avere conseguenze anche nei prossimi mesi. Il Mediterraneo sta infatti conservando grandi quantità di energia: l’arrivo di aria più fredda in autunno potrebbe favorire temporali e nubifragi particolarmente intensi. Per Giovannini, il dato più significativo non è soltanto il possibile record del 2026, ma la prospettiva di estati sempre più calde, lunghe e frequenti. (Agenbio) Des 9:00




