Ondate di caldo: cos’è l’effetto cumulo e perché può essere rischioso

Roma, 19 agosto 2026 (Agenbio) – Non sono soltanto le temperature elevate a mettere sotto pressione l’organismo. Quando il caldo intenso si prolunga per diversi giorni e le notti restano molto calde, il corpo può avere difficoltà a smaltire il calore accumulato. È questo il cosiddetto “effetto cumulo”, che può aumentare progressivamente lo stress fisico. Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, il mancato abbassamento delle temperature durante la notte impedisce all’organismo di recuperare. Se il termometro resta a 24-25 gradi o oltre, lo stress termico può quindi sommarsi a quello dei giorni precedenti, aumentando il rischio di disidratazione, problemi cardiovascolari e respiratori, colpi di calore e peggioramento delle malattie croniche. Il caldo prolungato può riguardare chiunque, ma anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con patologie croniche sono più vulnerabili. Per ridurre i rischi è utile bere regolarmente, anche senza avere sete, evitare il sole nelle ore più calde, limitare lo sforzo fisico all’aperto e mantenere freschi gli ambienti domestici. Particolare attenzione va riservata alle persone fragili che vivono sole. (Agenbio) Des 13:00