Roma, 7 agosto 2026 (Agenbio) – L’Antartide sta accumulando mercurio a un ritmo sempre più elevato. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PNAS, dall’inizio dell’industrializzazione il tasso di accumulo di questo metallo tossico è aumentato del 160%, circa il doppio rispetto alla media delle altre piattaforme continentali. I ricercatori, guidati dalla Peking University, hanno analizzato 16 carote di sedimento raccolte nella penisola antartica, ricostruendo l’evoluzione del fenomeno negli ultimi due secoli. Alla base dell’aumento ci sono soprattutto il cambiamento climatico e la maggiore presenza di mercurio nell’atmosfera. Lo scioglimento dei ghiacci e l’espansione delle aree marine libere favoriscono infatti il rilascio del metallo nell’ambiente e il suo assorbimento da parte dell’acqua di mare. Secondo gli autori, la penisola antartica non è più soltanto un deposito naturale di mercurio, ma è diventata una fonte attiva di inquinamento, con possibili conseguenze per gli ecosistemi marini e la salute umana. (Agenbio) Des 12:00




