Roma, 7 agosto 2026 (Agenbio) – Le ondate di calore che colpiscono l’Italia non sono più un mero disagio stagionale, ma una vera emergenza di sanità pubblica. A lanciare l’allarme è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale. L’esperto evidenzia come il pericolo principale risieda nella persistenza del fenomeno: quando temperature massime estreme e notti tropicali si susseguono per molti giorni consecutivi, l’organismo perde la capacità di disperdere il calore in eccesso. Questo stress prolungato innesca un aumento di casi di disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiovascolari e complicanze respiratorie. Sebbene l’intera popolazione sia esposta, i rischi maggiori gravano sui soggetti fragili: anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, pazienti con patologie croniche e lavoratori all’aperto. Di fronte a uno scenario in cui i mutamenti climatici rendono la canicola un fattore strutturale, Pregliasco critica l’attuale gestione istituzionale, reputando insufficienti i “bollini colorati” ministeriali se privi di riforme sistemiche e di un piano strategico mirato. È fondamentale strutturare piani di assistenza attiva e reti di monitoraggio per i cittadini più vulnerabili. Trattare eventi climatici sistemici come eccezioni temporanee rischia di sovraccaricare i Pronto Soccorso. Serve un impegno corale e scientifico per difendere il benessere pubblico dalle nuove sfide ambientali. (Agenbio)




