Sindrome dell’ovaio policistico e malattie del cuore: il rischio cardiovascolare è quattro volte superiore alla norma

Roma, 6 agosto 2026 (Agenbio) – La sindrome dell’ovaio policistico non è solo una condizione ginecologica: è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente e significativo. Lo dimostra uno studio di ampia portata pubblicato su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health, condotto su oltre 413mila donne con PMOS tra i 18 e i 50 anni confrontate con un gruppo di controllo di oltre due milioni di donne sane. Il dato centrale è netto: le donne con PMOS presentano un rischio di sviluppare malattie cardiache quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale. La rilevanza clinica del dato è rafforzata dal fatto che questo aumento rimane costante anche dopo aver corretto per altri fattori di rischio cardiovascolare noti — ipertensione, diabete, sovrappeso — il che indica che la sindrome esercita un effetto indipendente sulla salute del cuore, non riducibile alle sole comorbidità metaboliche che spesso l’accompagnano. Il cambio di denominazione da PCOS a PMOS riflette una revisione concettuale profonda: l’attenzione quasi esclusiva sulle ovaie e sulle cisti aveva portato per anni a sottovalutare la componente metabolica e sistemica della sindrome, ritardando la diagnosi in molte pazienti e, con essa, l’avvio di una sorveglianza cardiovascolare adeguata. Le linee guida internazionali raccomandano già oggi uno screening cardiovascolare a partire dal momento della diagnosi, con controlli con cadenza almeno annuale. Le direzioni di ricerca indicate dallo studio per i prossimi anni includono la valutazione dell’impatto dei contraccettivi ormonali e dei farmaci GLP-1 sul profilo cardiovascolare delle pazienti, e il monitoraggio della salute cardiaca nel periodo perimenopausale e oltre. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00